Workshp internazionale: Alla ricerca della Via dei Marsi/Il cammino della Bauxite

Il Workshop internazionale “Alla ricerca della Via dei Marsi/Il cammino della Bauxite”, I edizione 2019, tenutosi dal 28 ottobre al 1° novembre, si è composto di un insieme strutturato di diverse attività, tenute assieme da un fine comune: quello di favorire la riscoperta, il monitoraggio attivo e la rigenerazione di antichi luoghi e percorsi, legati alle storie e alle pratiche sociali e produttive che hanno contraddistinto l’assetto sociale, economico e culturale fino ai nostri giorni di questa particolare area geografica della regione Abruzzo, l’area marsicana, il cui nome già tramanda le sue lontane origini legate ad uno dei popoli italici più antichi.

In particolare l’evento si è legato alla nuova proposta progettuale dell'“Ecomuseo delle Cave e delle Ferriere della Marsica”.

Il territorio oggetto della proposta progettuale ricompresa tra la Vallelonga, la Cicerana e la Valle del Giovenco, rappresenta un'area di straordinario interesse geologico, geografico, paesaggistico, storico, economico, sociale e culturale. Un monumento naturale unico per la posizione di contiguità-continuità ambientale al territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con le Foreste Vetuste “Selva di Moricento” (Comune di Lecce nei Marsi) e “Valle Cervara” (Comune di Villavallelonga) - riconoscimento UNESCO nel 2017 -, per le possibili forme di sviluppo legate al carsismo, alla storia-mineraria e di archeologia industriale, data la presenza di giacimenti e cave di bauxite (geositi: “Cava di Bauxite-Nevera di Val Mugone-Risorgenza Mandrilli-Grotta della Valle delle Vacche-Faglia di Monte Serrone e Conca di Amplero”), attive fino alla prima metà del ‘900.. Questo territorio interessa i Comuni della Marsica Fucense da: Pescina, Ortona dei Marsi, Bisegna, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Collelongo, Villavallelonga e Pescasseroli, disegna racchiude un'area di oltre 800 Kmq il cui ricco ambiente naturale e culturale ben si presta alle attività sportive outdoor, al turismo culturale e ad un tranquillo, sereno ed appagante soggiorno.

Per conservare la memoria di questo patrimonio culturale si sta elaborando, un progetto di massima denominato Ecomuseo delle Cave e delle Ferriere della Marsica” " con il quale si pensa di salvaguardare il così detto "sistema Fabbrica", cioè il sistema integrato di tutte quelle risorse, forestali e minerarie, idrogeologiche e infrastrutturali, paesistiche e monumentali, che hanno interessato in stretta relazione tra di loro e in determinate epoche, questa ben definita area geografica ricompresa tra la Valle del Giovenco e la Vallelonga. Il territorio che si vuole far nascere come Ecomuseo delle Cave e delle Ferriere della Marsica, presenta come detto un ambiente naturale che lo rende particolarmente interessante, ha come ambito di riferimento le comunità e parte del territorio del Parco e area contigua del PNALM, dorsale appenninica da Pescasseroli ad Pescina, fa propri gli obiettivi fissati dalla metodologia delineata nel documento tecnico “Strategia Nazionale per le Aree Interne: definizione, obiettivi, strumenti e governance” collegato alla bozza di Accordo di Partenariato trasmessa alla Commissione Europea il 9 dicembre 2013, di cui alla delibera CIPE n. 9/2015 “Programmazione dei fondi strutturali di investimento europei 2014-2020. Accordo di partenariato - strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese: indirizzi operativi” e si attiene alle direttive e alle finalità della Convenzione Europea del Paesaggio (che è legge italiana dal 2006).

Va evidenziato in proposito che “L’Ecomuseo delle Cave e delle Ferriere della Marsica” deriva dal piano strategico “La Via dei Marsi” una proposta delle Associazioni ERCI team Onlus & Il Salviano di Avezzano, che ha partecipato al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa indetto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nell'ambito dell'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta a Firenze nel 2000 e ratificata dallo Stato Italiano con la Legge 9 gennaio 2006, n. 14. Il progetto presentato dall’ ERCI team Onlus ha ricevuto l’assegnazione della menzione speciale con la seguente motivazione: “…in quanto l’intervento assume il concetto di museo nel suo più ampio significato: Il fine dell’intervento ricade nell’ambito della valorizzazione di risorse d’interesse turistico, promuovendo un’accessibilità ed un avvicinamento ai luoghi d’interesse culturale ed ambientale con percorsi alternativi. Attraverso la viabilità storica, viene pianificato uno sviluppo ecocompatibile basato sulle risorse ambientali e culturali, proponendo, quindi, al visitatore una diversa chiave di lettura del paesaggio.”

L’eco museo, nel perseguire il suo obiettivo di ricostruire, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la vita, la cultura materiale, le relazioni fra ambiente naturale ed ambiente antropizzato, le tradizioni, le attività ed il modo in cui l’insediamento tradizionale ha caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio. sviluppo socio-economico sostenibile di un territorio, utilizza un approccio integrato e multisettoriale: in particolar modo nei territori urbani e rurali marginali e caratterizzati da risorse deboli, infatti, solo il lavoro svolto da più attori su attività diverse può portare al raggiungimento delle dimensioni adeguate per superare fattori di criticità a livello sociale ed economico.

Tali trasversalità e multisettorialità, tipiche dei progetti ecomuseali, garantiscono un approccio più efficace alla gestione di un territorio toccando gli ambiti della cultura e identità, dell’ambiente ed energia, delle politiche agricole e alimentari, delle politiche per il turismo responsabile e consapevole, nonché della pianificazione territoriale ed economica.

Oggi l’immagine del territorio va oltre gli aspetti strettamente geografici, ambientali e paesaggistici, incorporando anche elementi patrimoniali, materiali e immateriali, come l’architettura, le pratiche di lavoro, le produzioni locali, la lingua, le tradizioni gastronomiche e il paesaggio. Inoltre fondamentale importanza e notevole interesse a livello mondiale assumono l’ecologia e la biodiversità, aspetti del territorio che entrano prepotentemente nello scenario, ma dei quali forse ancora non si ha un’adeguata consapevolezza finalizzata anche a un loro corretto utilizzo.

La proposta progettuale dell'ECOMUSEO, prevede uno sviluppo globale dell'intero territorio interessato, che si attuerà, con interventi di promozione ed incremento delle attività di sviluppo, valorizzazione ed utilizzo delle immense risorse naturali, storiche, culturali, archeologiche, paleontologiche e delle attività compatibili quali agricoltura, artigianato, sport, recupero di aree dismesse, incentivazione e qualificazione alla piccola e media industria, coinvolgendo tutta la realtà territoriale della Marsica Fucense, rispettando le naturali "vocazioni" del territorio, attraverso l'individuazione di 5 "aree territoriali di interesse primario di valorizzazione", le quali, operando in stretto collegamento tra esse, avranno il compito di innescare "azioni" economiche e culturali, utili alla rinascita sociale dell'intero comprensorio.

AREA VERDE:
LETTERARIA PESCINA IGNAZIO SILONE (Sentiero Silone)
ECO-AGRICOLA - ORTONA DEI MARSI - (Sentiero delle mele)
Progetto «Parco Ecologico: Civiltà dell’Albero»

AREA BLU:
VALLE DEL GIOVENCO - CIVILTA’ DELL’ACQUA (Sentiero delle acque) - LE ACQUE, L’ECOSISTEMA FLUVIALE, LA STORIA

AREA ROSSA:
SAN SEBASTIANO – ECOMUSEO DELLA FERRIERA
BISEGNA – MUSEO PIAZZA TORRE
GIOIA DEI MARSI – GEOSITO MONTE SERRONE Museo ed Osservatorio Geologico – Sentiero)
LECCE NEI MARSI – ECOMUSEO DELLA BAUXITE
VILLAVALLELONGA – CAVA DI BAUXITE AREA ARANCIONE:
ECOMUSEO DELLA STORIA E DELLA MEMORIA (Lecce Vecchio – La Guardia – Casal Marino)
Recupero dell’edilizia tradizionale per uno sviluppo turistico sostenibile
COLLELONGO – ECO MUSEO AMPLERO

AREA MARRONE:
LA VIA DEI MARSI – CAMMINO DELLA BAUXITE: PESCINA – ORTONA DEI MARSI – ASCHI – SAN SEBASTIANO – BISEGNA – SPERONE – GIOIA DEI MARSI – LECCE NEI MARSI – CICERANA – AMPLERO – COLLELONGO – VILLAVALLELONGA – PRATI D’ ANGRO - PESCASSEROLI

Si elencano sinteticamente le finalità prioritarie i cui interventi propositivi andranno definiti congiuntamente tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed i Comuni interessati, mediante continui incontri di concertazione, nel pieno rispetto delle linee di indirizzo dei rispettivi organismi decisionali e conformemente alle prescrizioni del Piani, Regolamenti e Strumenti di pianificazione in vigore.

Finalità prioritarie:

  1. la conservazione ed il restauro di ambienti di vita tradizionali delle aree prescelte, tramandando le testimonianze della cultura materiale ricostruendo le abitudini di vita e di lavoro delle popolazioni locali, le relazioni con l’ambiente circostante, le tradizioni religiose, culturali e ricreative, l’utilizzo delle risorse naturali, delle tecnologie, delle fonti energetiche e delle materie impiegate nelle attività produttive;
  2. la valorizzazione, nelle aree prescelte, di abitazioni o fabbricati caratteristici, di mobili ed attrezzi, di strumenti di lavoro e di ogni altro oggetto utile alla ricostruzione fedele di ambienti di vita tradizionali consentendone la salvaguardia e la buona manutenzione;
  3. la ricostruzione di ambiti di vita e di lavoro tradizionali che possano produrre beni o servizi vendibili ai visitatori creando occasioni di impiego e di vendita di prodotti locali;
  4. la predisposizione di percorsi nel paesaggio e nell’ambiente tendenti a relazionare i visitatori con gli ambienti tradizionali di contorno;
  5. il coinvolgimento attivo delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle strutture associative locali;
  6. la promozione ed il sostegno delle attività di ricerca scientifica e didattico-educative relative alla storia ed alle tradizioni locali.

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Nella Puna andina di Antonio Raimondi

Puja Raimundi

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