Monte Salviano

In relazione all’articolo apparso il 7 febbraio 2018 sul quotidiano Il Centro: "L'Assessore Presutti: Domande presentate in ritardo - Bocciato il programma di Rozzi ..." risulta doveroso fornire alcuni chiarimenti, per una informazione obiettiva e corretta.
Le Associazioni Il Salviano - Centro Natura Marsica - ERCI team Onlus, tramite il CEA Bellini di Penne, avevano proposto al Comune il 18 gennaio 2018 (prot. n. 003282), il Progetto “L’importanza della prevenzione degli incendi Boschivi - “Dopo l’incendio…torna la vita-la resilienza dell’ecosistema bosco in merito ad eventi traumatici da fuoco” -preavvertendolo con nota 11 gennaio 2018 (prot. n. 001665).
Si era anche incontrato l'Assessore Presutti presso gli Uffici del Servizio Ambiente in Via Vidimari alla presenza di un Funzionario, e lo stesso aveva informato che il Comune aveva già avuto contatti con altre due Associazioni: ma che, qualora la procedura lo consentisse, non vi sarebbero stati problemi per il Comune a presentare la proposta, e rispondere al Bando della Regione Abruzzo (Deliberazione n. 669 del 24 novembre 2017). Cosa che invece non si è verificata, nonostante nella nota citata del 18.01.206 del Progetto esecutivo sia stato evidenziato: N.B. – Dal punto 4) del bando “… A ciascun Comune, che può presentare più proposte progettuali, può essere assegnato il contributo, fino al massimo di Euro 10.000,00#. Il contributo assegnato, è indipendente dal numero dei progetti presentati, ma è calcolato in base alla valenza delle proposte, in base al numero di ore di durata dell’intervento e ai criteri previsti al successivo paragrafo 9).
L’Associazione ha sempre ritenuto e ritiene tuttora che la gestione della Riserva del Salviano debba essere vicina soprattutto alla gente del posto e alle comunità locali, che devono sentirsi attori protagonisti per la costruzione di un modello di area protetta peri-urbana da conservare e promuovere per il bene dei nostri figli: insomma l’interlocutore deve essere “condiviso”, non “imposto”. Non si può pensare di escludere la parte più rappresentativa della società civile locale, titolare oltretutto di molti diritti non solo morali.
Quindi la domanda non è stata presentata in ritardo (era pienamente nei termini per presentare proposte alla Regione, e il Comune doveva soltanto apporre la firma, nominare un Responsabile referente, e trasmettere il tutto via pec agli Uffici della Regione).
L'Assessore Presutti ha invece rigettato la proposta, non entrando nel merito, né avrebbe potuto farlo, in quanto per competenza l’analisi del progetto spettava alla Regione, unica autorità in grado di esprimere valutazioni tecniche e di merito sulla proposta progettuale, come previsto nel Bando. In sostanza, egli ha semplicemente rigettato la proposta (comunicazione via pec del 24 gennaio 2018), riferendosi peraltro alla sola nota dell’11 gennaio 2018 e incomprensibilmente ignorando la proposta esecutiva del 18 gennaio, che era stata regolarmente acquisita dal Comune.
Il rifiuto della collaborazione offerta, come evidenziato nella nostra nota di riscontro del 26 gennaio 2018, è frutto evidente di una valutazione non tecnica, ma prettamente "politica", chiaramente discriminatoria nei riguardi di alcune delle maggiori Associazioni locali da molti anni fortemente impegnate, con successo, nella tutela ambientale. Tale atteggiamento denota la volontà preconcetta di penalizzare ingiustamente queste Associazioni; va infatti sottolineato che il Comune avrebbe ben potuto, senza oneri o svantaggi di sorta, presentare la nostra proposta: la quale certo non contrastava con quelle delle altre Associazioni CEA citate ("Ambiente e/è Vita" e "L'Albero della Vita"), ma in certo senso le integrava.
In effetti, una Amministrazione realmente sensibile ai temi ecologici avrebbe colto questa opportunità per collegare le proposte, valorizzandone le finalità, onde incrementare il patrimonio progettuale del Comune e della Riserva.
Invece, anziché aggregare le forze in campo, favorendo proficua collaborazione, si è preferito seguire la bassa logica politica della divisione e dell’esclusione, replicando gli storici errori che nel 2012 avevano portato alla chiusura del Centro Natura Marsica (CEA della Riserva Monte Salviano, riconosciuto e attivo dal 2002), nel nome di politiche settoriali, localistiche e individualiste, trascurando le proprie migliori risorse naturali e umane, senza farle fruttare per il “bene comune”.
Tutto ciò premesso, saremo invece noi Associazioni ambientaliste a bocciare l'Assessore, soprattutto nel merito della trasparenza della gestione, e della esecutività del PAN della Riserva e della Casa del Pellegrino.
Infatti, nonostante siano stata effettuate regolari richieste anche con accessi agli atti, l’ultima del 9 settembre 2017, non riusciamo ancora a sapere:

  • in che modo viene gestita la Riserva Naturale Regionale guidata "Monte Salviano";
  • in base a quale incarico, quali procedure di trasparenza amministrativa siano state adottate per l'affidamento in gestione;
  • come mai dal 6 dicembre 2016 non viene riscontrata la nota della Regione di integrazione dello studio di incidenza del Piano;
  • le stesse domande vengono poste per il fabbricato denominato "Casa del Pellegrino", realizzato con fondi FESR su proposta progettuale dell'Associazione Il Salviano, e in precedenza "costruito con le offerte degli avezzanesi residenti in America"
  • [nota di richiesta di gestione della Confraternita Maria SS. di Pietraquaria del 18 febbraio 1985, acquisita dal Comune il 6 marzo 1985], nei cui locali è ubicato il C.E.A. "Il Salviano e/è Vita" (riconoscimento DGR 796 del 26 novembre 2012).
    Si legge dal sito wwwhttp://riservamontesalviano.it/casa-del-pellegrino/ “Per lunghi anni era stata abbandonata e versava nello stato di rudere. Con grande sforzo l’edificio è stato ristrutturato e l’11 giugno 2010 inaugurato e reso accessibile al pubblico. Attualmente la “Casa del Pellegrino” è sede del CEA “Il Salviano e/è Vita”.

Si presume quindi che tutte le norme relative all’affidamento-in gestione siano in regola (dalla certificazione su sicurezza, idoneità sismica, agibilità-abitabilità, ecc.), anche perché eventuali inadempienze sarebbero veramente gravi, dato che la struttura è sede di Centro di Educazione Ambientale, aperto al pubblico dal 2010.
L'unica informazione che al momento si è ottenuta, nell'accesso agli atti del 18 gennaio scorso, è che la struttura, con l'area pertinente, risulta attualmente interessata da "procedura di mutamento di destinazione di terre civiche". Avviso pubblicato nell'Albo Pretorio dal 2 novembre 2017. ad oggetto "Richiesta parere ai sensi dell'art. 6 della L.R. n. 25/88. Mutamento di destinazione e alienazione di terre civiche - Foglio 51 p.lla 2/parte".
Su tale Avviso si riscontrano tuttavia le seguenti situazioni:

  1. Il Foglio 51, particella 2, è una immensa porzione di terreno, di uso civico, classificato come demanio libero dalla verifica demaniale del Comune di Avezzano, ricadente nel Polo Strategico n. 2 (PS2) "Presidio turistico naturalistico sportivo Ha 6,959 itinerario La Via dei Marsi" - Km 7, circa interno riserva, del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva e nel Sito SIC "Monte Salviano" oggetto di Piano di Gestione del sito SIC;
  2. Non essendo tali strumenti di pianificazione ancora approvati, e quindi non essendo vigenti, valgono le norme transitorie di salvaguardia dell'art.10 della L.R. n. 134 del 23 dicembre 1999 e della D.G.R. 877/2016 e successive integrazioni e modifiche, di cui alle Misure Generali di Conservazione estese a tutti i SIC e ZPS della Regione;
  3. Il manufatto Casa del Pellegrino insiste sulla particella n. 54 del foglio 48, per cui a nostro parere l'Avviso dovrebbe essere riproposto.

Di conseguenza, ogni atto va ritenuto viziato da illegittimità, e proprio per questo, sì, è "bocciato".

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Nella Puna andina di Antonio Raimondi

Puja Raimundi

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